Sambirano nasce dal desiderio di creare un locale la cui peculiarità fosse nella ricercatezza della sostanza ed oggi unisce la lunga esperienza di Dario Gabanelli e Stefano de Pietri. La formula da cui tutto è partito era qualcosa di molto ambizioso: realizzare un posto che fosse più un salotto che un locale. Che non fosse solo un bar, un bistrot, una pasticceria o un ristorante, pur offrendo tutto questo e altro ancora. Quando nel 2015 a Reggio Emilia si è presentata l’occasione di avere in locazione un edificio storico restaurato e ristrutturato, la loro collaborazione si è trasformata in un progetto comune definito: Sambirano è oggi concepito come un brand, come uno stile di vita. In realtà Sambirano propone semplicemente ciò che più gli piace per rendervi partecipi di un mood e farvi entrare in questa esperienza. Il nome, Sambirano, è la regione del Madagascar dove vengono prodotti i migliori cacao e caffè. Attraverso colori e confezioni che identificano uno stile, si è saputo creare una vera boutique caffetteria dove si trovano pasticceria, marmellate, cioccolato, caffè, vini. Tutto scelto attraverso un accurato lavoro di ricerca di piccoli produttori per un’offerta mai banale. Dario Gabanelli, cresciuto dietro al banco del bar di famiglia ha sviluppato da sempre una grande curiosità per la macchina da caffè e per il caffè e una passione profonda per il rito stesso del fare il caffè, in cui tutti e cinque i sensi vengono coinvolti. Vengono proposte 5 miscele: 7 12 16 20 e Decaf, dove il numero scelto come nome  indica l’ora migliore in cui è consigliato bere quella miscela.

7: con una maggiore componente di robusta, è il tipico caffè forte del mattino.

12: un 70% arabica, note importanti, struttura elevata.

16: 85% arabica è il caffè del pomeriggio, con meno caffeina.

20: 100% arabica delicato con punte asprigne

Decaf è pensato per il dopocena.

L’offerta del locale è una voce fuori dal coro in città, ma Sambirano accetta il compromesso e rilancia cercando di dare ogni giorno qualcosa di diverso al cliente che riesce a riconoscere la differenza. La cantina ad esempio offre vini esclusivamente francesi per far provare cose nuove, introvabili, provenienti da piccolissimi produttori. La cucina ha spunti esteri, di derivazione francese, ma non mancano i tradizionali passatelli e cappelletti in brodo.