La Storia de La Marzocco

Agli inizi del secolo scorso in Italia sono stati fatti parecchi tentativi di produrre macchine per fare il caffè espresso. Questi prototipi possono essere giustamente considerati i progenitori delle macchine per espresso attualmente in produzione. Erano macchine principalmente dotate di caldaie verticali atte alla produzione di acqua calda e vapore.

I produttori, oltre ad essere artigiani esperti, erano pionieri considerate le difficoltà che fronteggiavano all’epoca. Giuseppe Bambi era un membro di questo ristretto gruppo di pionieri. La sua forte personalità ed il desiderio di creare qualcosa di suo portò all’apertura di un piccolo laboratorio.

Dopo aver prodotto un modello di macchina da caffè detto “Fiorenza” per un cliente, in collaborazione con suo fratello Bruno, iniziò a progettare e costruire macchine in proprio. L’Officina Fratelli Bambi fu fondata nel 1927. Oltre alla progettazione, i fratelli Bambi si occupavano della produzione e assemblaggio di ogni pezzo, in un’epoca durante la quale ogni vendita era considerata un trionfo. Fu così che Giuseppe Bambi adottò il simbolo del “Marzocco”, un leone seduto con lo stemma del giglio di Firenze, sinonimo di vittoria e trionfo e chiamò la sua azienda La Marzocco.

Con l’arrivo del fascismo e dei conseguenti venti di cambiamento che si riflettevano anche negli stili decorativi, La Marzocco pur continuando a produrre macchine con caldaia verticale iniziò a disegnare macchine dal telaio più lineare ed essenziale.

Il numero pro-capite di tazze di caffè consumate nelle caffetterie aumentava lentamente ma costantemente, cosicché sorse la necessità di macchine più piccole e con migliore prestazione.

Nel 1939 Giuseppe Bambi registrò un brevetto per una macchina con caldaia orizzontale, la prima di questo genere, con i gruppi posizionati in linea. La caldaia orizzontale rese possibile l’aggiunta di ulteriori gruppi oltre a semplificare la gestione della macchina stessa.

La Seconda Guerra Mondiale portò ad una battuta d’arresto. Al termine della guerra le incerte prospettive economiche e le difficoltà nel procurarsi macchinari e materie prime costrinsero La Marzocco a ricominciare da capo, ma lo spirito imprenditoriale dei fratelli Bambi portò alla registrazione di un nuovo brevetto nel 1945, permettendo alla società di tornare agli affari di un tempo. Il brevetto era relativo ad un meccanismo semiautomatico che semplificava i movimenti del barista e rilasciava la pressione dal porta filtro.

Gli anni 50 furono caratterizzati dalle macchine a leva che, attraverso una molla che attivava un pistone spingevano l’acqua attraverso il caffè a circa 14 atmosfere. Questa tecnologia non soltanto modificò il metodo tradizionale di estrarre il caffè ma trasformò anche il gusto. Apparve la “crema” diventando immediatamente lo standard nell’estrazione del caffè espresso. Per ridurre lo sforzo fisico richiesto dal barista fu aggiunto un motore elettrico operato da un ingranaggio. Ciò portò alla prima macchina con pressione dell’acqua continua e con motore elettrico.

Nel 1961 fu costruita la nuova fabbrica sulle colline che dominano Firenze.

A seguito dell’alluvione che devastò Firenze nel 1966 La Marzocco, anche se non direttamente coinvolta, dovette affrontare una situazione economica complessa poiché ai clienti situati nelle aree allagate fu legalmente permesso di posporre i pagamenti mentre la società dovette continuare a svolgere la propria attività. La pazienza e la perseveranza hanno consentito di progredire e nel 1970 La Marzocco introdusse la serie GS.

La serie GS si rivelò essere rivoluzionaria alla luce dell’introduzione di due caldaie indipendenti, una per il vapore e l’altra per l’estrazione del caffè. Le caldaie indipendenti, che sono ancora oggi una tecnologia standard nelle apparecchiature de La Marzocco forniscono vapore ad alta pressione, prontamente disponibile e molto “asciutto”, senza interferire con la temperatura dell’acqua utilizzata per l’estrazione del caffè. GS sta per “gruppo saturo”. I gruppi di erogazione erano direttamente collegati alla caldaia e la loro forma era progettata in maniera tale che l’acqua circolasse in maniera continua, in modo da mantenere una temperatura costante, un fattore chiave nell’estrazione di miscele di qualità elevata.

L’ introduzione delle GS ottenne un successo immediato in Italia e all’estero, diventando una sorta di leggenda. La serie GS fu seguita da nuovi progetti e da nuove macchine che incorporavano l’originaria tecnologia GS, inclusa la GS-2, la Linea e la FB/70.

A cominciare dal 1995 la struttura de La Marzocco fu riorganizzata, partendo dalla produzione, la gestione e l’assistenza tecnica. La società assunse tecnici qualificati e personale bilingue per promuovere l’attività sui mercati stranieri e aprì con successo un ufficio marketing e vendite a Milano, in Italia.

Dal 2000-2008 La Marzocco fu lo sponsor ufficiale del World Barista Championship (WBC) il noto concorso internazionale di caffè orientato alla promozione dell’eccellenza nel caffè e nell’avanzamento della professione di barista.

La GB/5 fu lanciata nel 2005, seguita dall’FB/80 nel 2006 e dal modello a gruppo singolo GS/3 nel 2007, praticamente una macchina per l’uso domestico ma con tecnologia professionale. Ciascuna di queste macchine è equipaggiata da un controllo di temperatura PID, tastiera multifunzione e display digitale, che rendono l’interfaccia col barista molto funzionale e intuitiva.

La configurazione del gruppo a comando meccanico (MP – Mechanical Paddle), originariamente lanciata con la prima serie GS fu introdotta nuovamente a fine 2008 come optional su tutte le macchine standard, permette una pre-infusione dolce in modo che il barista possa estrarre il meglio dalla miscela di caffè.

Sempre conscia delle sue radici, nel 2009, a seguito di una ristrutturazione societaria, La Marzocco si è spostata in un nuovo e più efficiente stabilimento a 30 km a nord di Firenze.

La macchina Strada, introdotta all’inizio del 2009, tiene conto dei suggerimenti di un panel di baristi, tecnici ed esperti di mercato. Grazie ad un brevetto depositato ed una tecnologia unica nel suo genere, la STRADA permette di disegnare e ripetere OGNI tipo di curva di pressione d’estrazione desiderata.

Il macinacaffè Vulcano Swift è stato introdotto a Milano nel mese di ottobre 2009, unendo l’autentico design de La Marzocco con l’ineguagliabile tecnologia Mazzer,

Nella primavera del 2013 la Linea PB, che prende il nome di Piero Bambi, è stata introdotta in occasione della conferenza SCAA di Boston. E’ stato Piero stesso ad aver disegnato la Linea PB, rimodellando la Linea Classic. La nuova versione PB si distingue per un software brevettato che controlla il tempo di erogazione e il volume. La macchina è ora disponibile con la tecnologia delle bilance sviluppata internamente.

Il macina-dosatore Vulcano, che unisce il design distintivo de La Marzocco con la tecnologia senza eguali di Mazzer è stato presentato a Milano nell’ottobre del 2009.

Nella primavera del 2015, l’azienda introduce una nuova macchina appositamente progettata per gli appassionati dell’espresso a casa: Linea Mini. La macchina innovativa vanta un design italiano al suo meglio e nasce dall’iconica macchina commerciale: Linea Classic. La macchina, con ingombro ridotto, presenta il design e le performance di una La Marzocco, compresi i componenti tecnologici di qualità, ridisegnati per la cucina. Con la Linea Mini, La Marzocco mira ad una rivoluzione dell’espresso a casa.

Potete imparare una tecnica ma la passione potrete svilupparla soltanto con la dedizione, l’amore, l’orgoglio ed il rispetto del vostro lavoro. – Piero Bambi

Non andare dove il sentiero può condurti, vai laddove non vi è alcuno per lasciare una traccia. – Ralph Waldo Emerson